
Piramide Etrusca di Bomarzo nel Bosco di Santa Cecilia
La Piramide Etrusca di Bomarzo (Sasso del Predicatore), altare rupestre scolpito nel peperino vulcanico con 26 gradini. (Foto: Mfortini, CC BY 4.0, Wikimedia Commons)
Nel fitto dei boschi di querce e castagni che abbracciano Bomarzo sorge uno dei monumenti rupestri più enigmatici d’Europa: la Piramide Etrusca, nota anche come Sasso del Predicatore. Un itinerario a piedi tra forre tufacee, antichi mulini e necropoli rupestri da vivere durante un autentico soggiorno nella Tuscia viterbese.
Cos’è la Piramide Etrusca di Bomarzo: un altare monumentale nel peperino
Se pensate che la Tuscia viterbese sia solo borghi sospesi e palazzi rinascimentali, una passeggiata tra le querce del Bosco di Santa Cecilia a Bomarzo vi farà ricredere all’istante. Qui, incastonato in un maestoso sperone di peperino (la roccia vulcanica grigia tipica dell’apparato dei Monti Cimini), sorge un manufatto rupestre unico nel suo genere: la Piramide Etrusca di Bomarzo, popolarmente chiamata dagli anziani del luogo “il Sasso del Predicatore”.
Si tratta di un enorme masso monolitico modellato direttamente sul fianco della collina. Su un lato sono stati intagliati con perizia 26 gradini distribuiti su diversi ordini, che conducono a due terrazze superiori sormontate da vasche e canalette di scolo.
Gli archeologi concordano nel ritenere questo sito un imponente luogo di culto e osservazione astronomica, presumibilmente risalente al periodo etrusco (tra il VII e il VI secolo a.C., con possibili stratificazioni dell’Età del Bronzo e riutilizzi successivi). Da lassù, i sacerdoti etruschi scrutavano il volo degli uccelli e i fenomeni celesti, officiando riti propiziatori orientati verso il cielo e gli astri.
La riscoperta: dal silenzio dei rovi alla luce
Per generazioni, questo gigante di pietra è rimasto sepolto sotto edere infestanti, rovi e terriccio, conosciuto solo da cacciatori e boscaioli locali che si tramandavano leggende su quel bizzarro “sasso a gradini”.
La svolta storica è avvenuta nella primavera del 2008 grazie alla tenacia di Salvatore Fosci, appassionato scalpellino e custode delle memorie di Bomarzo. Armato di falcetto, cesoie e infinita pazienza, Fosci ha ripulito a mano il monolite, riportando alla luce la straordinaria sequenza di gradini, nicchie e altari rupestri.
«La pietra non era nascosta per caso: la natura l’aveva custodita e protetta nel silenzio della forra, pronta a svelarsi solo a chi cammina con rispetto.»

Consigli pratici per la visita: tutto quello che c’è da sapere
Difficoltà del sentiero e tempi di percorrenza
Il sentiero è classificato come Turistico/Escursionistico facile (T/E). Lunghezza di circa 7,5 km per l’anello completo (oppure 4 km a/r dal piazzale più vicino). Tempo stimato: circa 2 ore e mezza / 3 ore a passo tranquillo.
Come arrivare e dove parcheggiare
In auto, raggiungere Bomarzo (VT) dalla SS675 Orte-Viterbo (uscita Bomarzo). Seguire per SP20 verso Selva di Malano/Mugnano in Teverina e parcheggiare nello spiazzo sterrato in corrispondenza del sentiero CAI 123.
Cosa mettere nello zaino
- Scarponcini da trekking: obbligatori per il fondo sconnesso e umido di peperino.
- Scorta d’acqua: almeno 1,5L a persona (nessun punto ristoro lungo il sentiero).
- Mappa o traccia GPX offline: segnale telefonico debole nella forra.
- Pantaloni lunghi: consigliati per la vegetazione e i rovi.
Convenzioni ed Esperienze con Soggiorni Tuscia
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Dove soggiornare e cosa vedere nei dintorni nella Tuscia Viterbese
A pochi minuti di auto potrete ammirare il celebre Sacro Bosco di Bomarzo (Parco dei Mostri) oppure passeggiare per il borgo di Vitorchiano, arroccato su una rupe di peperino.
Dopo il cammino, il modo migliore per rilassarsi è fare base in uno degli accoglienti alloggi indipendenti, casali immersi tra gli ulivi e appartamenti storici selezionati: visitate la sezione dedicata agli Alloggi e Strutture di Soggiorni Tuscia per scegliere la dimora perfetta per il vostro soggiorno (tra cui La Casa di Francesco a Soriano nel Cimino, Casa del Borgo a Canepina, Country House Dolce Nocciola o le raffinate Suite Farnese).
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